Andrà tutto bene 🌈

Dicembre 2019. Nella città di Wuhan, capoluogo della provincia dello Hubei (la città più popolosa della Cina centrale) viene identificato un nuovo ceppo di Coronavirus.

COVID-19 (acronimo dell’inglese COronaVIrus Disease 2019). Questo è il nome della malattia infettiva respiratoria causata dal virus SARS-CoV-2 che a detta di alcuni scienziati potrebbe essere il fratello di quello che, nel 2002, sempre in Cina, provocò la Sars (SARS-CoVs), altra grave epidemia che causò 775 decessi nel mondo e più di 8000 persone contagiate.

Illustrazione del coronavirus SARS-CoV-2 (fonte: Wikipedia)

18 febbraio 2020. Primo caso di trasmissione secondaria di COVID-19 in Italia. Il paziente 1 è di Codogno, un comune della Lombardia in provincia di Lodi.

Nonostante i numerosi casi in Cina, la situazione in Italia non viene presa abbastanza seriamente. Il virus si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite la saliva, tossendo o starnutendo. Prevede inoltre dai 2 agli 11 giorni di incubazione, massimo 14 e a causa dell’elevato numero di portatori sani, vale a dire persone che hanno contratto il virus ma che non manifestano alcun sintomo (sono quindi asintomatici), il numero dei contagi aumenta in maniera esorbitante, raggiungendo livelli e numeri davvero allarmanti. Il governo si vede obbligato ad emanare delle misure restrittive.

Dopo una serie di decreti DPCM che già limitavano determinati comportamenti, il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte, il 9 marzo 2020 firma il decreto #iorestoacasa. Quarantena per tutti. L’Italia è ferma. Seguono misure ancora più restrittive.

Rimaniamo distanti oggi, per abbracciarci con più calore domani, tutti insieme ce la faremo.

Giuseppe Conte

Nel giro di poco più di un mese il virus si è propagato ovunque facendo una vera strage. Spostamenti vietati tranne che per motivi di prima necessità, vietati gli assembramenti, attività didattiche sospese, attività commerciali chiuse, voli nazionali e internazionali cancellati, parchi chiusi, cinema, teatri e chiese altrettanto, borsa in calo. Questa è la situazione in Italia e un pò in tutto il mondo. È un’emergenza sanitaria globale. È pandemia. Qui i dati in continuo aggiornamento sul numero dei contagi e dei decessi nei vari paesi del mondo.

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Venerdì 27 marzo ore 18. Immagini che passeranno alla storia. Al crepuscolo, in una piazza San Pietro insolitamente deserta e silenziosa, sotto la pioggia che cade fitta su Roma, arriva a piedi Papa Francesco e sale zoppicando la scalinata che porta al sagrato della Basilica. Sulla sua destra troneggia il Crocifisso miracoloso della chiesa di San Marcello al Corso (lo stesso che nel 1522 venne portato in processione nei quartieri di Roma per liberare la città dalla “grande peste”).

“Siamo stati presi alla sprovvista da una tempesta inaspettata e furiosa. Ci siamo trovati su una stessa barca fragili e disorientati, ma allo stesso tempo importanti e necessari, chiamati a remare insieme e a confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. E ci siamo accorti che non possiamo andare avanti ciascuno per conto suo. Ma solo insieme. Nessuno si salva da solo.”

Papa Francesco

Una metafora, quella di sua Santità, che calza a pennello per descrivere l’epidemia che sta flagellando l’intera popolazione mondiale. Papa Francesco evoca a gran voce la fine dell’epidemia, conferisce indulgenza plenaria ed impartisce la Benedizione Urbi et Orbi.

Indipendentemente dalla religione e dalle proprie convinzioni è difficile rimanere impassibili di fronte a immagini come queste e alle parole del Pontefice in un periodo storico così drammatico per tutti.

Coronavirus, il Papa prega in una piazza San Pietro vuota
La Benedizione mai data da un Papa. “Signore, svegliati e vieni a ...

Metà aprile. Superato il picco, la situazione, almeno in Italia, sembra migliorare anche se molto lentamente. Diminuiscono i contagi e aumenta il numero dei guariti.

“Un giorno chiuderemo gli occhi e ci ricorderemo del 2020.

Ripenseremo a quando si camminava per strada e le persone cercavano di evitarsi; ripenseremo a quanto era complicato vivere chiusi in casa quando il mondo lí fuori era pieno di cose da fare; ripenseremo alle immagini delle strade deserte, dei ristoranti chiusi, delle chiese vuote; ripenseremo alle lunghe file al supermercato e agli scaffali vuoti; ripenseremo a tutte quelle volte che ci siamo sentiti privati della nostra vita e a tutti i giorni passati a sperare che tutto potesse tornare velocemente alla normalità. Ripenseremo a tutte le vittime e a quanto abbiamo messo a rischio la nostra vita senza neanche accorgercene; ripenseremo a quanto siamo stati resilienti anche nei momenti più difficili; ripenseremo a quando “io resto a casa” non era uno slogan ma una frase in grado di salvarci la vita. Ripenseremo a quelli che indossavano le mascherine e a quei pazzi che non le indossavano. Penseremo che a volte la vita è questione di fortuna, ma non scorderemo mai che la nostra fortuna a volte aveva giustificato la sfortuna di qualcun altro.

Un giorno riapriremo gli occhi e riconsegneremo il libro di storia ai nostri nipoti.”

“C’era una volta il COVID-19” di Cris.

Non sappiamo per quanto tempo ancora dovremo farlo, ma OGGI la decisione giusta PER TUTTI è quella di restare a casa. Il nostro futuro, quello dell’Italia e di tutto il mondo è nelle nostre mani e non possiamo permetterci di rovinarlo. Tutti insieme ce la faremo. Andrà tutto bene.

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