Black Lives Matter: stop al razzismo!

L’omicidio di George Floyd è il simbolo del razzismo che ancora persiste negli Stati Uniti e nel resto del mondo. Centinaia di manifestazioni e proteste contro le discriminazioni razziali e gli abusi delle forze dell’ordine. La speranza è quella di un cambiamento sociale che si attende ormai da decenni.

I-can-t-breathe | Il Blog di Beppe Grillo
“Non riesco a respirare” : le ultime parole di George Floyd, l’afroamericano ucciso dal poliziotto Derek Chauvin

“I can’t breathe”

Queste sono le ultime parole di George Floyd, l’uomo afroamericano di 46 anni ucciso lo scorso 25 maggio a Minneapolis, in Minnesota dall’agente di polizia Derek Michael Chauvin. Una situazione sconvolgente che ha fatto subito passare in secondo piano l’emergenza attuale del Coronavirus negli Stati Uniti.

L’episodio è avvenuto tra le 20 e le 20.30. Floyd era stato appena arrestato con l’accusa di aver pagato con una banconota contraffatta. I video agghiaccianti dei passanti, che in breve tempo hanno fatto il giro del web, mostrano l’uomo immobilizzato a terra con il ginocchio del poliziotto premuto sul collo. Stando alla ricostruzione dei fatti e alle videocamere di sorveglianza presenti sul luogo, Chauvin avrebbe bloccato Floyd per 8 minuti e 46 secondi, dimostrandosi totalmente impassibile alle suppliche dell’uomo e alle richieste dei presenti. La sera di quel lunedì, George Floyd è stato dichiarato morto in ospedale. Floyd era il padre di due figli, Quincy Mason Floyd di 22 anni e Gianna Floyd di 6 anni.

25 maggio 2020: cos’è successo prima della morte di George Floyd (Fonte: La Repubblica)

Chauvin è stato licenziato e accusato di omicidio di secondo grado per il quale rischia ora fino a 40 anni di carcere. Licenziati e arrestati anche i suoi 3 colleghi che erano presenti, accusati di favoreggiamento.

In merito ai provvedimenti sugli agenti, il sindaco di Minneapolis Jacob Frey ha dichiarato: “Questa è la decisione più giusta. Credo in ciò che ho visto e ciò che ho visto è sbagliato sotto tutti i punti di vista. Quell’uomo non avrebbe dovuto morire; essere un nero in America non dovrebbe essere una sentenza di morte.”

Memoriale sul luogo della morte di George Floyd

Circa 24 ore dopo la morte di George Floyd, centinaia di manifestanti hanno riempito le strade di Minneapolis e molti si sono radunati nel punto in cui l’uomo è stato ucciso dagli agenti di polizia. La manifestazione ha assunto carattere violento: la polizia in tenuta antisommossa ha lanciato gas lacrimogeni e sparato proiettili di gomma contro la folla, i manifestanti hanno vandalizzato negozi, auto della polizia e dato alle fiamme il commissariato. “Se partono i saccheggi, si inizia a sparare”, ha minacciato il presidente Donald Trump, che ha inviato a Minneapolis 500 uomini della Guardia Nazionale e accusato di mancanza di leadership il governatore dello Stato del Minnesota.

BLACK LIVES MATTER

Decine di migliaia di persone, bianchi e neri, gli uni a fianco agli altri, hanno fin da subito preso parte a proteste e manifestazioni (la maggior parte pacifiche ma alcune anche piuttosto violente) contro il razzismo e l’abuso di potere da parte della polizia.

Protesta BLM

Centinaia di cortei nelle piazze e strade di tutto il mondo. “Black Lives Matter” ovvero “Le vite dei neri contano”. Questo il nome del movimento che è tornato all’attenzione dei media internazionali in seguito all’atroce scenario che ha visto coinvolto George Floyd.

La protesta è sbarcata anche a Roma lo scorso 6 giugno, quando migliaia di ragazzi e famiglie si sono radunati in Piazza del Popolo per dire basta al razzismo negli Stati Uniti così come in Italia, dove ancora oggi si verificano numerosi episodi di discriminazione.

Bambino alla manifestazione BLM di Roma

Distanziati e con le mascherine, i manifestanti hanno portato moltissimi cartelli con su scritte le parole d’ordine della campagna esplosa dopo l’omicidio dell’uomo afroamericano. Dalle 12.03 alle 12.11 tutti si sono inginocchiati a terra con il pugno alzato. 8 minuti e 46 secondi, il tempo in cui George Floyd è rimasto a terra schiacciato dal ginocchio di Derek Chauvin, senza poter respirare.

Ragazzi inginocchiati e con il pugno alzato durante la manifestazione BLM di Roma

IL RAZZISMO: UNA PIAGA DA SEMPRE

Martin Luther King, Rosa Parks e Nelson Mandela sono solo alcune delle personalità che sono passate alla storia per essersi battute per i diritti civili degli afroamericani. Chi in un modo, chi nell’altro hanno urlato a gran voce, nella speranza di creare un mondo migliore senza alcun tipo di discriminazione e dove tutti possono essere liberi e felici.

I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character. I have a dream today!

Martin Luther King
“I have a dream” Martin Luther King

A cura di Veronica Barbante.

Lascia un commento

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora